Imago o Essenza

Ven 25/10/2019 - Dom 27/10/2019
Sirmione

SEMINARI

IMAGO O ESSENZA

Sabato 26 ottobre

h. 9.30 - 12.30

Alessandro Gandolfi "Lavorare per National Geographic"

Come nasce e si sviluppa una storia per National Geographic Italia?
Partiamo dal presupposto che esiste sempre un altro punto di vista, o un modo diverso di narrare una notizia, National Geographic cerca spesso questo. Ricerca storie inedite, inaspettate o non ancora raccontate, storie da approfondire con testi giornalistici accurati e servizi fotografici all'altezza della testata. 

 

h. 14.30 - 17.30

Giulia Nausicaa Bianchi "Compiere sé stessi"

Come trovarei miei temi, il mio modo e me stesso fotografando?
Un seminario dedicato a fotografi e appassionati di fotografia che stanno cercando la propria voce e che vogliono mettersi in ricerca. Questo seminario userà come esempio l'esperienza diretta della fotografa Nausicaa Giulia Bianchi focalizzandosi su come lei ha trovato e costruito la propria autorialità. Tratterà inoltre dei nemici di questo percorso (la vergogna, la paura, la resistenza) e anche degli strumenti pratici e intellettuali che sono a disposizione dei fotografi (sketchbook, l'editing, l'artist statement, idee, etc.) nel loro processo interno.

 

Domenica 27 ottobre

h. 9.30 - 12.30 

Michele Smargiassi "Etica e fotografia"

Tra censura, vergogna e empatia, è stretta la strada del fotografo che sceglie di occuparsi del mondo degli ultimi, dei dimenticati, delle vittime.

È giusto mostrare la sofferenza? Da quarant’anni questa domanda ottiene risposte contrastanti, mai risolte. Esiste la pornografia del dolore? Le immagini anestetizzano la coscienza o la risvegliano? Che cosa c’è di sbagliato nel mostrare l’ingiustizia? Che cosa c’è di giusto nel nasconderla? Perché la colpa della sofferenza delle vittime ricade sul testimone e non sul carnefice?

Percorrendo la storia e le storie della fotografia, questa lezione mette alla prova l’etica del fotografo (professionale o amatoriale che sia) nel dibattito teorico, ma soprattutto nell’esperienza pratica, di fronte a tre soggetti particolarmente sensibili: i poveri, oggetto da secoli di uno stereotipo “miserabilista”; i bambini, vittime assolute e per questo troppo spesso assolutizzate; i migranti, oggetto di sguardi ostili ma derubati del diritto di averne uno proprio.

Non ci saranno risposte definitive. Ma forse, alcune domande giuste.


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